Le vitalbe ed altre erbe di campo

Approfittando di uno sprazzo di sole in mezzo a tanta pioggia, con  Tobia, il mio adorato cagnone, ho fatto una bella passeggiata in campagna, ed è proprio passeggiando sulla riva del Toce a Fondotoce, laddove il fiume entra nel Lago Maggiore, che ho avuto modo di osservare da vicino la natura, ed emozionarmi, come spesso mi succede, davanti a ciò che ci offre.

Già durante le vacanze di Pasqua, camminando in un bosco e vedendo i ciclamini, mi è spuntata una lacrima perché guardandoli sono riaffiorati nella mia memoria i ricordi della mia infanzia, delle “ ferie” trascorse a Casasco d’Intelvi, dei miei genitori e dei momenti felici che ho trascorso con loro…

Oggi ho provato nuovamente una forte emozione sono tornata  nel passato vedendo lungo la riva del Toce le vitalbe.

.… sono riaffiorati alla mia memoria altri ricordi di quando da bambina trascorrevo lunghi periodi nell’Oltrepo Pavese dalla mia Nonna Angela che abitava a La Colombetta  una frazione di Stradella a pochi Km di distanza da Arena Po e dal Po. Facevamo lunghe passeggiate nei campi e spesso anche lungo le rive del “ grande fiume” e in primavera raccoglievamo ciò che la terra ci offriva e tra le cose offerte le erbe di campo tra cui  le ortiche, i luppoli o bruscandoli , la borragine, il crescione e le vitalbe, appunto.


A molti le vitalbe  sono sconosciute, ma per chi come me è cresciuta in campagna sa quanto siano apprezzate ed utilizzate nella “ cucina povera “. Non si trovano nei negozi, si trovano solo lungo le siepi e nei boschi e si raccolgono: è l’unica possibilità per gustarle…  così come nei negozi non si trovano gli asparagi selvatici e la cicoria di campo ( detta anche insalata matta ) altre prelibatezze della campagna

Il suo nome è  “ Clematis vitalba”   e appartiene alla famiglia delle ranuncolacee che contiene delle tossine quindi bisogna  utilizzarne esclusivamente i germogli più teneri o meglio ancora le prime due foglie, dove la concentrazione delle tossine è molto bassa, e  non eccedere nel consumo. E’ considerata una pianta infestante del bosco e aggrappandosi ai rovi crea dei veri grovigli inestricabili.


La mia nonna la preparava così e così  seguendo la sua ricetta ho preparato la mia gustosa …


  • frittata con le vitalbe


Ingredienti: un bel mazzetto di germogli di vitalba, 1 spicchio d’aglio, 6 uova, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.


Dopo averli ben sciacquati ho scottato per cinque minuti i vitalbini in acqua salata in ebollizione, poi li ho scolati e tagliuzzati.
In una padella  antiaderente ho scaldato l’olio e ho aggiunto i vitalbini e l’aglio tritato; ho insaporito  con sale e pepe e quando si sono ben scaldati ho versato nella padella le uova sbattute che ho fatto rapprendere e ho cotto  la frittata a fuoco dolce senza girarla.


  • il risotto con le vitalbe


Ingredienti: 350 gr di  riso carnaroli. 1 cipolla  60 gr germogli di vitalbe. 5 cucchiai olio extra vergine d’oliva, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, vino bianco secco, brodo di carne,  1 noce di burro, sale e pepe.


In una pentola possibilmente di coccio metto la cipolla  tagliata al velo con un filo d’olio e lascio appassire, poi aggiungo le vitalbe, le lascio insaporire quindi metto il riso che lascio leggermente tostare, poi verso una spruzzata di vino bianco e una volta evaporato aggiungo il brodo caldo  e cuocio come per un normale risotto.. A cottura ultimata aggiungo il burro, una spolverata di pepe e il parmigiano. Mescolo  bene e lascio riposare per due minuti prima di servire.

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L’Asparago selvatico ( Asparagus acutifolius)


cresce in tutta Italia ed è facile da trovare nei boschi, e lungo le strade di campagna. Riconoscere la pianta, che sembra una specie di piccolo rosmarino spinoso verde chiaro è abbastanza facile,  ma ci vuole un certo occhio a distinguere gli asparagi, che sono molto più sottili di quelli coltivati e, più scuri, spiccano meno.


 

Si utilizza in più modi, ma a me piace cucinarlo così…


  • la frittata con gli asparagi selvatici

Ingredienti: 6 uova,  1 mazzetto di asparagi selvatici, abbondante parmiggiano grattugiato,  4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Pulisco gli asparagi selvatici, li scotto in acqua salata, li scoli e  li soffriggo in padella con poco olio. In una ciotola sbatto le uova con il formaggio grattugiato, sale e pepe, poi le verso nella padella sulla verdura, aggiungendo, se necessario, un altro pò d’olio. Lascio addensare le uova scuotendo di tanto in tanto la padella per non fare attaccare. Volto la frittata su un piatto e la ripasso in padella per farla dorare da entrambi i lati.

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Il Tarasacco ( Taraxacum officinale )

detto anche cicoria selvatica, insalata matta, pisciacane, cresce spontaneamente ovunque. Per l’efficacia delle sostanze contenute sulla stimolazione dell’apparato digestivo umana l’uso  è noto da secoli. Ha proprietà depurative.


  • la zuppa di cicoria selvatica


Ingredienti : 500 g di cicoria selvatica, 5 pomodorini, mezza cipolla, 2 carote, una costola  di sedano sale, olio extravergine d’ oliva, pane toscano.


Lavo e pulisco la verdura, la faccio bollire per alcuni minuti in abbondate acqua salata. A parte verso in una pentola almeno un litro d’acqua e aggiungo le carote tagliate e fettine abbastanza spesse, la cipolla affettata, il sedano e i pomodorini senza semi. Faccio cuocere tutto per 30 minuti, poi aggiungo la cicoria e un filo’ dolio. Lascio cuocere ancora per dieci minuti e servo con fette di pane toscano tostate.


  • l’insalata matta cotta


Ingredienti : 500 gr  di cicoria selvatica, olio extravergine d’oliva, succo di limone, sale


Lavo, pulisco la verdura, e la cuocio l in abbondate acqua salata. La scolo, la metto in una ciotola e la condisco con olio, sale, succo di limone. Buona da mangiare sia calda che fredda.