Cappellaci di cotechino e verza al sentore di tartufo con melagrana

Che mi piaccia fare la pasta in casa, ormai, lo sanno tutti. E’ un modo di dare spazio alla mia creatività e mi da una grande soddisfazione nel vederla prendere forma, così, in un attimo, tra le mie mani. Ci vuole veramente poco per preparala: ci si impiega di più a pensarla che a farla: quindi, lasciamo a parte la pigrizia e mettiamoci all’opera 🙂

Quello che mi piace di più sono i ravioli in tutte le loro declinazioni: le farciture danno la possibilità di mille abbinamenti di gusti e sapori. Sabato della scorsa settimana  a Golosaria  mi sono fermata allo stand dei Salumificio La Rocca, che ha sede a Castell’Arquato, nel piacentino, e del quale vi ho già ampiamente parlato in precedenti post. Volevo farmi un regalo, una piccola trasgressione alla mia dieta a basso carico glicemico e allora ho scelto un qualcosa che mi piacesse veramente tanto, quindi ho scelto di prendere il cotechino investitura    che è  tra i miei preferiti. Innanzitutto ha questo nome curioso che arriva da una antica tradizione del Medio Evo: veniva, infatti,  servito in tavola durante i festeggiamenti per l’investitura del feudatario e poi ha un gusto  un sapore così ricercati che ne fa un prodotto per veri intenditori.

Per sentirmi forse un po meno in colpa ho pensato di utilizzarlo come ingrediente. Come ingrediente mi da infatti l’idea di mangiarne di meno che mangiarlo a fette, e nel contempo mi soddisfa!!! Da qui l’idea di piatto. Adesso che l’ho provato ed è stato approvato da chi lo ha gustato con me,  ho deciso che sarò il primo piatto che metterò in tavola per il pranzo di Natale e saremo tutti felici e contenti! 🙂

La Ricetta dei Cappellaci di cotechino e verza al sentore di tartufo con melagrana

  • 300 g di farina 2
  • 3 uova grandi
  • 1/ cucchiaino di sale al tartufo
  • 1 cotechino investitura ( io del Salumificio La Rocca )
  • 1 piccola verza gelata
  • 1 scalogno
  • 1 melagrana
  • 1 mestolo di buon brodo
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • q.b. di burro
  • 2 foglie di salvia
  • q.b. di olio extravergine d'oliva
  • 1 pizzico di noce moscata
  • q.b. di sale
  • q.b. di pepe.

In una pentola in acqua bollente non salata faccio cuocere il cotechino investitura per circa due ore. Una volta cotto lo tengo al caldo.

Sulla spianatoia metto la farina a fontana, al centro vi rompo le uova e metto anche il sale al tartufo. Impasto bene gli ingredienti poi formo una palla, che metto in una ciotola; la sigillo con la pellicola e la lascio riposare in frigorifero per circa 1 ora.

Affetto finemente lo scalogno. Lo faccio appassire in padella con poco olio, quando è leggermente rosolato aggiungo le foglie più tenere della verza affettata finemente. La faccio saltare e fiamma vivace per un paio di minuti, poi la bagno con un mestolo di brodo caldo, metto il coperchio e la faccio cuocere per una mezz'ora circa e comunque fino a che è bene asciutta.

Scolo i cotechino, quando è ancora caldo elimino la pelle, e ne trito 150 g con la mezzaluna . Metto il cotechino tritato in una ciotola. Aggiungo la verza bene asciutta, il parmigiano, una grattata di noce moscata, ancora un pizzico di sale al tarufo e amalgamo bene tutti gli ingredienti.

Tolgo il panetto di pasta dal frigorifero, lo metto sulla spianatoia e con il mattarello tiro una sfoglia piuttosto sottile. Aiutandomi con un piccolo bicchiere taglio dei dischi. Su metà di questi dischi metto un po di ripieno, sovrappongo un altro disco schiacciandoli bene ai lati affinché si sigillino bene.

Man mano che vengono pronti li metto su di un canovaccio leggermente infarinato.

Sul fuoco metto una capiente pentola con l'acqua, quando bolle metto i cappellacci e li faccio cuocere per 4/5 minuti al massimo.

In una larga padella metto il una grossa noce di burro con le foglie di salvia. Lo faccio rosolare e quando i cappellacci sono cotti li scolo bene dalla loro acqua e li metto nella padella col burro e salvia. Li faccio saltare, rigirandoli delicatamente per non romperli, e li metto nei singoli piatti.

Sopra verso un po del rimanente burro fuso e aggiungo qualche chicco di melagrana che a contatto col calore rilascerà il suo succo.

Li servo fumanti.

Buon Appetito!

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